Contrada Bertolda


Dal vicolo del Pozzo alla contrada S. Giacomo. La famiglia Bertoldi era ancora nel 1625 qualificata in Modena. La sua impresa vedesi nell'armoriale del Fontana e la loro casa credesi quella che ora appartiene ai sigg. Malmusi.
Un Sperindio Bertoldo, nato qui nel 1530 e morto nel 1570, fu organista nella cattedrale di Padova. Aveva in quell'arte un raro talento, e nella composizione pure, giacchè ne diè prove in madrigali, echi, toccate, e ricercari che stampò in Venezia il Gardano. In questa contradella, in una casa Sabbatini, si vede incastrata una granata, che taluni credono ivi caduta a' tempi della repubblica cisalpina, quantunque anche suppongasi ciò avvenuto al tempo della presa della fortezza o delle guerre di successione.

Modena Voce e Musica Aps


L’Associazione culturale “Modena Voce Musica A.P.S.” nasce dall’idea di un gruppo di colleghi e amici che da tempo condividono una forte e contagiosa passione per la musica e la crescita artistica e, con alle spalle di ciascuno, una lunga esperienza in campo radiofonico e musicale. Animata da tale passione, l’Associazione, accreditata e riconosciuta a carattere provinciale, si propone alla città di Modena con l’intento principale di dare vita ad un progetto solido e ben strutturato in ambito radiofonico e non solo, dando “voce” e “musica” alle iniziative cittadine, alle eccellenze territoriali, alla cultura ed all’arte, con un occhio di riguardo per gli ambiti musicali. A Modena, al momento unica nel suo genere, esiste soltanto la nostra realtà, ovvero un’Associazione ed una Radio Web territoriale, focalizzate in sintonia sulle promozione delle eccellenze locali (gastronomia, motori, ecc.) in grado, tramite la rete “mondiale”, di raccontarle e aggiornarle al popolo degli internauti e tramite le sue collaborazioni esterne, di essere attenti ai problemi della città e della provincia.





L’Associazione è il fulcro di tutto il progetto, attorno alla quale orbiteranno una serie di attività ed iniziative esposte dettagliatamente nello Statuto associativo. Non è un soggetto associativo a scopo di lucro e tutto si basa sul volontariato e sulla passione dei soci fondatori e sostenitori.
L’Associazione ha per oggetto la promozione e l’organizzazione di attività culturali quali conferenze, seminari, dibattiti, incontri, avviamento di programmi radiofonici, intesi come strumenti di formazione e di sviluppo della personalità dell’individuo umano.
Inoltre, la realizzazione, la promozione e la diffusione di attività di studio e di ricerca in campo musicale, con ogni mezzo che la tecnologia moderna metterà nel tempo a disposizione degli utilizzatori.
Nell’esercizio delle proprie attività istituzionali l’Associazione potrà anche promuovere eventi musicali, iniziative a carattere editoriale e gestire attività ricreative; potrà inoltre deliberare l’affiliazione con altri Organismi, Enti pubblici e privati, Scuole di ogni ordine e grado, con i quali ricreare momenti di confronto e di collaborazione.
Sarà parte integrante dell’Associazione la Web Radio radiamo, che abbrevia il dominio on-line ufficiale registrato www.radiamo.it e ne costituisce uno dei mezzi mediante il quale l’Associazione perseguirà i suoi fini e obiettivi.

L'Eco del Frignano: Michela Rastelli - Giordana Pieracci

L'arte passa anche dal territorio e coglie le sue meraviglie per creare capolavori. Ed è proprio utilizzando la lana delle pecore dell'Appennino modenese che Gioconda Pieracci, in arte Pupillae, realizza a Frassinoro le sue bambole dagli occhi profondi, quasi reali.
"Mi chiamo Gioconda, vivo sugli Appennini tra Modena e Lucca, a Frassinoro, un piccolo Comune modenese a mille metri d'altitudine.  Amo l’arte, la letteratura e il teatro e tutto ciò che è rappresentazione di un personaggio, mi affascina molto la figura umana e la varietà delle sue forme, gli occhi e quello che trasmette lo sguardo, da qui nasce Pupillae che significa, dal latino,  pupe, bambine o bambole. E’ interessante sapere che ‘pupilla’ deriva da questo termine latino e si riferisce alla bambolina di noi stessi che vediamo negli occhi della persona che abbiamo di fronte, un riconoscersi negli occhi dell’altro".

Come ha deciso di realizzare le sue bambole?
Tutto nasce da questa mia ricerca e dalla mia necessità di creare, di dare forma a questi personaggi. Sono autodidatta, ho cominciato a realizzare le mie bambole in feltro dopo aver conosciuto la lana locale grazie a un progetto del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco emiliano sui materiali antichi. Poi è stato naturale cominciare a realizzare le mie bambole anche in paper clay, una cartapesta finissima.

A cosa si ispira?
Le mie creazioni nascono o dalla mia immaginazione o ispirandomi a personaggi storici, letterari, fiabeschi ma anche reali. Prima di realizzare una bambola mi immergo totalmente in quell'atmosfera con tutti i mezzi  a disposizione, libri, video e immagini. La mia però è una ricerca continua che non è necessariamente legata alla creazione nell’immediato di un personaggio.

Ha molte richieste particolari?
Si, devo dire che ho anche dei clienti fissi e hanno ognuno la propria particolarità, c'è chi ama i burattini, chi le bambole romantiche, chi Maria Antonietta, che è uno dei miei 'leitmotiv' , in effetti amo molto la figura femminile nella storia e nella letteratura. Inoltre, ho varie richieste di bambole ritratto. 
Come è possibile acquistarle?
Ho un negozio on line su etsy sul quale è facilissimo acquistare con paypal o carte di credito, oppure per personalizzazioni o domande di ogni tipo potete contattarmi in privato su facebook o su esty. 
www.pupillae.etsy.com - www.facebook.com/Pupillae/





Giovan Battista Stefanini (1574-1630)


Giovan Battista Stefanini, come Capilupi, era stato cantore nella Cappella del Duomo dal 1593
al 1602; ma, a differenza di Capilupi, non aveva saputo seguire, con ardito volo, l'arte e la perizia del maestro Vecchi; entusiasticamente lodate dallo Spaccini sono le sue « Mascherate » che indubbiamente suscitarono nei contemporanei stupore e meraviglia per la vivacità, la fantasia e l'arguzia dell'esecuzione, ma la costruzione architettonica non è così salda e la plasticità e il colore dei motivi non sono così particolari come nel Capilupi. Così pure mancano di vigorosa grazia, di fine eleganza e di melodismo appassionato i suoi « Mottetti », composti quand'era Maestro di Cappella in Torino (nel 1602 lasciò Modena per Torino) o Maestro di Cappella in Santa Maria della Scala, Chiesa Ducale di Milano, (dal1606 è a Milano) o Maestro di Cappella della Madonna della Consolazione in Roma (nel 1614 era già a Roma) o Maestro di Cappella del Duomo di Modena (dal 1615 al 1626). Stefanini, come compositore, è stato troppo passivamente aderente all'insegnamento del Vecchi, senza preoccuparsi di creare un clima e un sapore nuovo nei suoi temi musicali.
Compositore, dunque, non grande né originale, godette però la stima e la benevolenza non solo degli
Estensi, ma dei Savoia e di molte altre personalità, tra cui il celebre musica Francesco Anerio. Ebbe
un'esistenza movimentatissima. Nell'ultimo periodo della vita si recava spesso a Roma, con soste eccessivamente lunghe, provocando il giusto risentimento del « Capitolo » di Modena.
E nella Città Eterna, dopo una permanenza di almeno cinque anni, morì nell'anno 1630.

dal 1220 al 1248

1220 - Salinguerra, per una somma di denaro, rinuncia ad ogni sua pretesa su Carpi e Montebaranzone.
1224 - Tumulti in città, a causa dei partiti Guelfo e Ghibellino. Molti esiliati, molti giustiziati, una parte di fazioni occupa la torre del publico. Quelli del partito ghibellino aspirano all'aiuto dell'imperatore contro i bolognesi, i Guelfi vogliono l'unione di Modena alla lega di altre città lombarde per la loro Indipendenza e libertà.
1226 - Poco lungi da San Cesario i Modenesi avendo offerta battaglia ai bolognesi sono sconfitti.
1227 - Pace coi bolognesi, avendoli l'imperatore Federico II costretti a rimettere gli antichi confini. I bolognesi irritati fanno Lega contro Modena con Faenza, Imola, Rimini, Pesaro, Fano, Milano, Brescia, Piacenza, Forlimpopoli, Cesena, Ravenna, Ferrara e Firenze. I modenesi non hanno dalla loro che Parma e Cremona. 
1228 - I Modenesi restano vincitori dei Bolognesi avendo combattuto tutta la giornata del 24 ottobre presso Santa Maria in Strada. Fanno bere per segno di insulto delle acque del Reno a' loro cavalli prima di attaccare la battaglia. 
1229 - I bolognesi prendono d'assalto il castello di San Cesario facendo prigionieri 520 modenesi e distruggendolo. I modenesi ritolgono la posizione e conquistano il carroccio dell'esercito nemico. In dicembre si stipula la pace per 8 anni. 
1231 - Viene ucciso il Podestà Gabriello Cremonesi, per furor di parte molti sono esiliati e condannati per questo fatto. I partiti raddoppiano di furore. Capi dei Ghibellini sono i Petrazzani e gli Aigoni o Ingoni, dei Guelfi i Trenti e i Grasolfi.
1234 - I bolognesi rompono la tregua, invadonoe e saccheggiano Bazzano e incendiano il risorto castello di San Cesario. 
1235 - Devastano Solara, Pieve di Trebbio Nonantola e Panzano. I modenesi in ricambio danno il guasto a Crevalcore, a Piumazzo e ad altri luoghi del bolognese. 
1237 - I bolognesi espugnano il ponte di Navicello, distruggono Castelleone. I Parmeggiani accorrono in soccorso dei Modenesi. 
1238 - Proseguono le discordie nell'interno della città. Un Gibertino Petrazzani con molti armati assale un Simone Trenti e fa strage di 40 fra i suoi amici e parenti, costringendo molti ghibellini ad uscire di città.
1239 - Le scorrerie, gli incendi, le devastazioni per la guerra tra modenesi e bolognesi han fine con la vittoria dei primi sotto Vignola, riportata il 2 ottobre con moltissima strage dei secondi e con un migliaio fra loro di prigioni.
1247 - I Grasolfi cacciano gli Aigoni e i loro partigiani, che rifugiatisi in Bologna fomentano nuova guerra contro i modenesi. 
1248 - Il Re Enzo, figlio di Federico, viene in soccorso dei modenesi. Assedio di Nonantola. Nuovo assedio ed incendio del castello di San Cesario.

Noce di Benevento


Chi non conosce la tradizione delle tregende e de' sabbati delle streghe, sotto e sopra grandi noci specialmente, e quanto nel secolo XVI si avesse fede nelle stregherie fatte e risultanti da quelle congreghe? I grossissimi noci di Benevento, secondo il volgo, erano i prediletti, e quei luoghi, supposti dai gonzi o fatti credere dai furbi destinati a tali segre adunanze, prendevano nome dall'albero propizio alle orgie notturne delle maliarde.
Sembra che in Modena pure vi fosse un luogo appartato al quale il volgo attribuiva il misterioso
compito di servire a questi ritrovi, d'onde le masche, dopo il giuoco deltl buona compagnia, andavano in corso, a cavalcioni di scope. Era un luogo tra le porte Redecocca e Saragozza ove seppellivansi le meretrici, i ruffiani e simile lordura, a' tempi antichi scomunicata in detto e in fatto. Da questo recesso solevano i buontemponi de' secoli scorsi escire camuffati da fantasime a far burle alle ragazze e agli imbecilli, facendo vedere nottetempo orribili teste larvate alle più alte finestre, che, con doppia susta a zigzag, tutto a un tratto ritiravano al livello della statura comune. Durò questo scherzo di cattivo genere sino al principio del presente secolo; in Reggio dicevanlo far la patria, e con queste fantasime volevasi forse ricordare ai cittadini che non era morto il pensiero italico. Nel secolo XVI fu detto lume o pignatta perché la testa della fantasima era formata con una pentola, forata in modo da raffigurare un teschio con entrovi un lume. La famiglia Tassoni se ne dilettava assai: e vi sono gride che proibiscono questa burla. Quelle ridde incomposte che i monelli fanno ne' trivii la sera diconsi feer a la stria, frase che è un ricordo di quelle tregende e sabbati superstiziosi.

L'Eco del Frignano: Oscar Cervi - Edda Caselli


Ci puoi dire quando sei nata e dove?
Sono nata nel 1961 a Pavullo nel Frignano.

Quand’è che hai capito che il disegno era il tuo mondo?
Tutto è nato quando frequentavo le scuole superiori e da allora non ho più smesso.

Quali sono i materiali che usi di più?
Fino a poco tempo fa, usavo la carta, il legno, la tela ma soprattutto il vetro, che per trent’anni ho utilizzato creando vetrine artistiche. Poi dal Marzo 2015 ho iniziato a dipingere sulle pietre, raffigurando di volta in volta l’ispirazione derivante da una meditazione, da un sogno, da un’esperienza personale.
Cos’è che ti dà l’imput per dipingere un sasso?
Spesso accade che, guardando la forma della materia grezza, io abbia l’impressione che la pietra stessa voglia manifestare la sua essenza, suggerendomi cosa far nascere da lei. Da qui ho preso in considerazione un titolo da proporre alle mie mostre: “ Creature di pietra”.
Dopo aver esposto presso la biblioteca “G.Santini” di Pavullo, dal 7 settembre 2016 all’ 8 Gennaio 2017, dove sarà la tua prossima mostra?
Attualmente sto esponendo le mie opere presso il centro visite dell’oasi orientata di Sassoguidano di Pavullo. L’esposizione, sarà visibile al pubblico sino al 30 Settembre 2017. Ricordiamo che Edda Caselli inoltre, ha creato delle pietrine, piccoli ciotoli di forme irregolari, nati come doni per le classi che stanno visitando la mostra. Su ogni pietrina è disegnato un animale, un fiore, un numero, una lettera e il logo con le iniziali. In più ha realizzato veri e propri quadri di pietra, ossia sassi piatti trovati in riva al mare, nelle cave, o nei campi. Si prestano a diventare quadri composti o singoli. Vengono fissati su sostegni in vetro, metallo o legno e appesi alle pareti. Arredano e arricchiscono le mura della casa con l’energia immortale della pietra dipinta.