Contrada Sant'Agata


Dalla Contrada del Taglio al Corso delle Belle Arti. Desunse il nome da una chiesa che aveva Sant'Agata per titolare, eretta ove il taglio la interseca, di prospetto alla contrada de' Monti che erroneamente al presente le usurpò la denominazione antica.

Un ramo della nobile famiglia Tassoni-Prisciani-Estense dimorava in questa contrada, e vicino alla soppressa chiesa di Sant'Agata abitarono nei secoli XIII e XIV le famiglie Conventi e i potenti casati Della Rosa signori di Sassuolo e de'Rodeglia. Sotto la cura di Sant'Agata, come si ha dai registri mortuari del 1559, morì il celebre pittore modenese Niccolò dell'Abbate. La chiesa di Sant'Agata poco prima di essere soppressa era stata rifabbricata: essa era la sesta Parrocchia della città; trasportata per breve tempo nell'oratorio della confraternita di San Giuseppe in via Delle Scalze, prese il nome di parrocchia ducale allorché fu collocata nella chiesa dei PP. Predicatori, ossia in San Domenico, ed è la quinta di numero fra le sette parrocchie odierne. Una delle 40 cinquantine  nelle quali era divisa nel medio evo la città di Modena si denominata da Sant'Agata. Sant'Agata era parrocchia sino al 1189, come si rileva da un documento dei tempi, unitamente a San Biagio, Santa Maria della Pomposa, San Giorgio, San Lorenzo, Santa Maria de assis, San Bartolomeo, San Giacomo, Sant'Andrea; nelle stesse carte e nominata la arcipretura di Cittanova come rilevante, assieme alle parrocchie nominate, direttamente dal vescovo di Modena.