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Giuseppe Andreoli (11/01/1720-3/04/1776)


Nacque a San Possidonio (Modena), da Domenico e da Eleonora Senesi, l'11 gennaio 1720. Studiò pittura a Bologna, sotto la guida di Giuseppe Peraccini detto il Mirandolese, che era stato scolaro di M. A. Franceschini. Non era un pittore di nascita; alla pittura buona arrivò a poco a poco; si guadagnò, tardi, con lo studio assiduo e amoroso, gli elogi dei critici, nonostante non sentì sempre intorno a sé quell'attento e amoroso consenso che spesso ritempra e ringagliardisce l'animo. E infatti difettava di ricchezza, esuberanza e irruenza di vita.

Le sue tele, dipinte con gusto e artisticamente utili, sono come un saggio pratico, compiuto per dovere o necessità. Fra i contributi dati alle Chiese di Mirandola, il suo è uno dei più onorevoli.

Per il duomo di Mirandola egli dipinse un S. Possidonio, che, però, andò tolto e quindi perduto nei restauri del 1858; dello stesso santo disegnò e intagliò in legno un'immagine nel 1760. Eseguì una Assunzione di Maria Vergine alla presenza dei dodici Apostoli,che fu da lui donata alla chiesa di S. Francesco, ed una Annunciazione per la sagrestia dell'oratorio del S.S. Sacramento. Nel coro di questo stesso oratorio dipinse due tondi a monocromato con L'entrata di Gesù in Gerusalemme e Gesù che consegna le chiavi a Pietro; mentre, per la chiesa del Tramuschio, sempre a Mirandola, un quadretto rappresentante S. Luigi Gonzaga; altri dipinti sono di buona qualità emiliana ed apprezzati per le ottime tinte ed impasti, per la visione di vasto respiro, per i vivaci accordi cromatici e per la spontanea espressività.

Morì il 3 aprile 1776 e venne sepolto nell'oratorio di S. Rocco. Quanto alla sua "maniera", risentì alquanto dell'elegante facilità e scioltezza franceschiana.