Carlo Baraldi (1860-1938)

Non è facile indovinare il mondo interiore di Carlo Baraldi, da cui sono uscite composizioni scultoree sapientemente calcolate e centinaia di pezzi ben riusciti tra altari, ancone ed altre decorazioni di moltissime Chiese modenesi (S. Francesco, Spilamberto, Castelvetro, Levizzano, Fanano, Maranello, Camposanto, Sozzigalli, Bomporto, ecc.).

Dopo gli studi elementari, dimostrò una spiccata tendenza per il disegno, per cui fu iscritto nell'Istituto di Belle Arti di Modena. La sua intelligenza, pronta e aperta, ebbe un giusto riconoscimento nel Concorso Poletti, in cui risultò vincitore e poté così trasferirsi a Roma per tre anni, dopo essersi diplomato in scultura nel 1878; nella Capitale trovò tutto ciò che poteva desiderare un amante appassionato della scultura; soggiornò un anno pure a Firenze, che rappresenta per tutti gli artisti un'esperienza piena di fascino. Di questi anni ricordiamo i saggi: «Il Sansone» e «Caino dopo la maledizione».
Dopo il Pensionato Poletti, inizia la vita dura, a volte miserabile, di Baraldi, lontano dai suoi, dagli amici, dalla sua Modena.
Le condizioni economiche poco floride lo costringono ad imbarcarsi per l'Argentina. Buenos Aires, Rosario, Santa Fé, dove lavorò in modo indefesso, completando la sua maturità artistica, conservano opere pregevoli, eseguite molto spesso per necessità.
Temperamento irrequieto, torna a Modena, ma ben presto, dibattendosi nuovamente in ristrettezze economiche, partirà per l'Inghilterra; un buon imprenditore italiano gli procurerà vari lavori, nei quali, una volta ancora, ebbe la possibilità di esprimere, con non comune maestria, le proprie esigenze spirituali ed umane.
Ma l'artista, non ancora soddisfatto, rientra in Modena, per trasferirsi poi nuovamente nel Sud-America. A Montevideo i suoi importanti lavori di scultura decorativa in vari palazzi, riscuotono successo e ammirazione, ma, purtroppo, un collega italiano, col quale egli collabora, fiducioso, non lo ricompensa a dovere e secondo giustizia. Baraldi, nemico dei vergognosi accomodamenti e dell'accettazione dell'umiliante compromesso, reagisce all'ingiusto trattamento, lasciando l'Uruguay. A Modena si inserisce nel mondo culturale coi segni d'una sicura ed esuberante vitalità artistica; incontra così un'immediata ed unanime accoglienza.
A lui, scultore consumato e potente come pochi, vengono commissionati vari e importanti lavori per cimiteri e piazze pubbliche. Nei cimiteri di Modena (un busto e un medaglione in bronzo per l'astronomo Pietro Tacchini, un monumento per il giuriconsulto Guglielmo Raisini) di Sondrio, Mirandola e Cavezzo merita attenzione la sciolta e delicata eleganza delle sue opere.
Vive il Baraldi in altri non pochi saggi artistici, come la statua in onore di Poletti, posta nell'atrio della Biblioteca Poletti.
Quanti conobbero Carlo Baraldi ne ricordano l'anima ricca e veramente bella, la laboriosità, la modestia, il disinteresse e il suo disprezzo verso ogni forma di vita mondana.