dall'850 al 1084 d.C.

850
Giona, vescovo di Modena, interviene al Sinodo di Pavia, ove i vescovi di Lombardia, alla presenza del Re Lodovico II°, condannano e riprovano l'abuso dei ricchi di non intervenire alle Chiese comuni col popolo, e di avere piuttosto Chiese ed Oratori privati.

885
Muore presso Spilamberto, ed è sepolto in Nonantola, il papa Adriano III°, che venendo da Roma dirigevasi alla corte di Carlo il Grosso in Francia,

888
Cessa il dominio dei Re Franchi. Anche in Modena infieriscono i partiti, 1'uno in favore di Berengario Duca del Friuli, l'altro di Guido Duca di Spoleto.

892
Il vescovo Leodoino ottiene da Re Guido un diploma che gli da autorità di formar fosse, di aprire porte, di fabbricare mulini e di fortificare la città. Gli è concesso ancora di eleggersi per la sua Chiesa un così detto campione, ossia un guerriero che difendesse colle armi i diritti della Diocesi.

899 
Invasione degli Ungheri in Lombardia. Devastano e abbruciano il grande monastero di Nonantola. Modena è salva, mentre gli abitanti, credendosi in sommo pericolo, quasi tutti orano fuggiti.

908
Il Vescovo Gottifredo tiene in Modena un Sinodo Diocesano.

965
Ottone imperatore di Germania è incoronato re d'Italia da papa Giovanni XII°. Modena quindi passa sotto 1'impero.
Il vescovo Guido, che sempre era stato partigiano di Berengario II°, tosto si dichiara per Ottone. Trama però di nascosto in favore di Adalberto figlio di Berengario. Ottone, scoperta tale perfidia, il fa relegare in una fortezza di Sassonia. Azzo di Toscana, figlio di Sigifredo, fondatore del castello di Canossa, ha dall'imperatore Ottone il governo di Modena e di Reggio col titolo di Conte.

973
Sinodo di Marzaglia. Vi intervengono Hildeprando vescovo di Modena e i vescovi di Imola, di Faenza, di Cesena, di Piacenza, di Parma e di Bologna, all'oggetto di decidere una contesa tra questi due ultimi per occupazione di terreni ecclesiastici.
il Sinodo fu, tenuto in aperta campagna sotto padiglioni e tendati.

893
Il detto Vescovo Hildeprando dona ad un prete Stefano di Modena il luogo ove era già la Chiesa di S. Pietro. Stefano ve ne erige una nuova, e con alcuni suoi compagni imprende a vivervi con regola di monastero.
A quest'epoca tiene il Governo di Modena Tedaldo, succeduto ad Azzo, che è dichiarato dall'Imperatore Ottone III° Marchese, il che volea dire governatore d'una Marca, ossia d'una o più provincie. Infatti egli, oltre Modena e Reggio, governava Brescia, Ferrara e vuolsi ancora Bologna.

996
Il vescovo Giovanni erige in vero e proprio Monastero la Chiesa di S. Pietro e vi chiama i Monaci di S. Benedetto. E' questo il primo convento di uomini di cui faccia memoria la Storia di Modena.

1002
Muore Ottone III° imperatore, e i Signori Italiani nella Dieta di Pavia gridano Re Arduino d'Ivrea. 
Enrico di Sassonia discende in Italia e gli toglie il trono.
Il Marchese Tedaldo, ajutato dal Vescovo di Modena Varino, favorisce l'imperatore straniero.

1006
Infierisce nel modenese una terribile pestilenza, e vengono con solennissima pompa da Nonantola trasportati processionalmente per Modena i corpi dei Santi Sinesio e Teopompo martiri.

1024
Corrado II° Duca di Franconia ha il regno d'Italia.

1026
Conferisce al vescovo dì Modena Ingone titolo e autorità di Conte.

1036
II Marchese Bonifacio figlio di Tedaldo, governatore di Modena, sposa Beatrice figlia di Federico duca di Lorena. Interviene a queste nozze 1'Imperatore Enrico III°, cui il Marchese manda in un botticello d'argento di quel famoso aceto che allora facevasi a Canossa.

1052
Il Marchese Bonifacio, venuto in odio a' suoi soggetti, perisce di morte violenta.
Si ignorano però i particolari di sua fine.

1055
Eriberto Vescovo di Modena restaura e migliora notevolmente la città.

1056
Muore Enrico III°, e Gottifredo di Lorena che aveva sposato Beatrice vedova del Marchese Bonifacio, conciliatosi con Enrico IV, viene al possesso di questi stati.

1060, circa 
Papa Alessandro II° crea cardinale il nobile e letterato modenese Paolo Boschetti, già primicerio della cattedrale.

1070
Muore il detto Gottifredo.

1076
Muore la detta di lui moglie Beatrice, lascia una figlia per nome Matilde, la quale sposa il figlio di Gottifredo, esso pure così chiamato, che però muore nell'anno medesimo; e, rimasta vedova, questa donna, che poi, fu tanto celebre, ha il governo di Modena.

1083
Eriberto vescovo, aderisce a Guiberto arcivescovo di Ravenna, che nella lotta tra il papa e 1'imperatore Enrico IV avea preso le parti di quest'ultimo.
Si vuole che Eriberto ed i vescovi di Rimini e di Bologna intronizzassero a Roma in S. Pietro come papa il detto Guiberto sotto nome di Clemente III° contro il vero pontefice Gregorio VII°.

1084 
La Contessa Matilde, grande fautrice del papa, prende le armi e nel 2 Luglio guida ella in persona le schiere contro i soldati d'Enrico, sorprendendo l'esercito nemico a Sorbara e riportandone piena vittoria.