La Università


Era a que'tempi in Bologna assai fiorente e rinomata la Università degli studi - Gelosi i Bolognesi di questa lor gloria, ispirandosi alle grette idee municipali d'allora, pensarono al modo di non essere in ciò emulati dalle altre città vicine, e perciò concedendo ad alcun professore la cattedra gli facevano solennemente promettere
che mai non si sarebbe allontanato da quella Università per prendere servigio in altra.
A Modena gli studi giuridici erano stati in onore fino a quell'epoca, ma un istituto ove di proposito vi si attendesse non sembra vi fosse mai stato, e certo allora non vi era. Naque pertanto ai Modenesi il desiderio di gareggiare in
questo coi Bolognesi, e tentarono subito di dar vita anch'essi ad un'Università.
Non era però sì facile trovar giureconsulti che venissero a darvi lezioni, ed i Modenesi dovettero essere ben lieti quando seppero che uno de' più famosi di quell'epoca per nome Pillio accettava di coprirvi il posto di professore di leggi.
- E tanto più dovettero esserne lieti, in quanto che egli era professore nella Università di Bologna, e abbandonava quella cattedra per insediarsi a Modena.
Ma come Pillio infrangeva egli la solenne promessa, che pure aveva dovuto fare ai Bolognesi, di non mai lasciare il posto concessogli, per andare altrove a coprirne d'uguale? Eccone la spiegazione.
Pillio era perseguitato in Bologna dai creditori che non lasciavangli quiete, di che egli lamentavasi assai, e par che allora non fosse uopo andar molto lontano per liberarsi da simile molestia poichè il bravo giureconsulto, vista una notte in sogno, come lasciò scritto in poetica guisa, Modena nostra che apparvegli in sembiante di graziosa donna fargli cortese invito di venirne a sè, destossi di così bel sogno lieto e contento e tosto si decise di abbandonare Bologna, sede delle sue miserie per riparare entro questa città che, son suo parole, sempre compiaquesi di amare gli alunni delle leggi.
E qui infatti visse egli in pace, e diè lezioni di diritto, lasciando delusi i suoi creditori e sdegnati que' del Comune di Bologna, che fecero quindi innanzi non solo promettere ma giurare i professori della loro Università che mai non avrebberla per altra lasciata.
Così sorse la Università nostra nell'anno 1189 circa, e vi tennero poi scuola famosi legisti, quali un Alberto Galeotti da Parma, Alberto da Pavia, Guido da Suzzara, Martino da Fano, Guglielmo Durante ed altri.