Mauro Sighicelli - Alberto Braglia

Campione d'altri tempi

I tifosi e i simpatizzanti del Modena Football Club sono abituati da sempre a seguire le partite casalinghe della propria squadra del cuore presso lo stadio “Alberto Braglia” di viale Monte Kosica. Ma forse non tutti sanno che il personaggio non è stato un calciatore famoso, bensì un ginnasta, nato a Modena il 23 aprile 1883, quando questo sport non era comunque meno considerato come importanza e diffusione rispetto al calcio. Il ragazzo si dedicò alla disciplina in forma autonoma, scegliendo come zona di ricaduta per le sue evoluzioni proprio il fienile di casa sua e solo a 17 anni scelse di allenarsi regolarmente presso la centenaria società sportiva PANARO di Modena, cimentandosi in tutti e quattro gli attrezzi della ginnastica artistica ( sbarra, anelli, cavallo, parallele). Esistevano  a quei tempi, a ridosso del quadriennio olimpico, dei GIOCHI INTERMEDI e nel 1906 ad Atene Braglia vinse due argenti. A Modena tale notizia fece scalpore e al suo rientro in città fu addirittura portato in trionfo. Angelo Fortunato Formiggini, zio del nostro caporedattore Roberto Roganti, scrisse per lui un componimento, lo stesso re Vittorio Emanuele III volle complimentarsi con lui e ottenne un posto di lavoro presso la manifattura Tabacchi di Modena fu suo. 
La sua carriera era ormai spianata. Ai Giochi Olimpici di Londra, nel 1908, vinse la medaglia d’oro nel concorso completo individuale primeggiando in tutte e sette le specialità. Alle Olimpiadi del 1912 a Stoccolma (Svezia) bissò il successo, aggiungendo anche un’altra medaglia d’oro nella classifica a squadre. Nella cerimonia di apertura ebbe l’onore di rappresentare l’Italia come portabandiera.




Poi scoppiò la prima guerra mondiale e fu arruolato come fante; al termine del conflitto, preferì dedicarsi allo spettacolo, accumulando una discreta somma di denaro tra l’Europa e gli Stati Uniti e solo nel 1932 tornò allo sport ufficiale nel ruolo di allenatore della nazionale italiana maschile di ginnastica artistica. A sorpresa, portò la squadra alla vittoria alle Olimpiadi di Los Angeles del 1932. La fama lo travolse: fu insignito del titolo di Cavaliere ufficiale per meriti sportivi, ebbe un posto di bidello in città che lasciò per gestire un’osteria. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, però, perse tutte le sue proprietà a causa dei bombardamenti, ricevendo ancora soccorso dal mondo dello sport, prima come accompagnatore della nazionale italiana di ginnastica alle Olimpiadi di Londra del 1948, poi con un piccolo vitalizio elargito dal CONI. Anche il comune di Modena fece la sua parte assegnandogli un posto di custode proprio nella palestra “Alberto Braglia” con relativo stipendio. Alberto Braglia morì a Modena il 5 febbraio 1954; 

La sua tomba, al cimitero di San Cataldo, è posta tra i personaggi più in vista della città.