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Piazza Sant'Agostino


Dalla via Emilia (estremo ovest) al Largo Corsica.

Prende nome dalla Chiesa omonima.
Questa Piazza era una volta delimitata a ovest dalla Porta S. Agostino, che sostituì nel 1790 l'antica fortificata "Porta Cittanova" e ricostruita poi nel secolo XVI.
Sopra l'ex Porta S. Agostino, Ercole III eresse il grandioso fabbricato che servì, oltre ad ornamento e compimento della settecentesca piazza, ad uso di abitazione per le famiglie meno abbienti. A ricordare l'erezione dell'edificio, demolito nel 1912, fu murata nella facciata una lapide con incisa la seguente iscrizione dettata dal Tiraboschi:

Hercules. III. Atestius.
Egenis. ab. otio. ad. laborem. traductis.
Novisque. ad. cosdem. excipiendos.
Exercendosque. Extructis. Aedibus.
Urbis. ornamento.
Reipublicae. commodo.
Consulebat. A. R. S. MDCCXC

A sinistra della Piazza vediamo il Palazzo dei Musei, sorto sull'area dell'antico arsenale militare.
Questo maestoso edificio fu innalzato dal Duca Francesco IlI su disegno dell'architetto modenese Pietro Termanini, che lo compi nel 1767. Fu chiamato Albergo-Arti, perchè doveva servire ad accogliere i figli dei poveri per essere, a spese dello Stato Estense, ammaestrati nelle arti. Nel 1817 passò alla Congregazione di Carità che lo adibì a ricovero di mendicità. Finalmente questo Palazzo fu acquistato dal Municipio nel 1880 per collocarvi la Biblioteca e Pinacoteca Estense, la Biblioteca e la Galleria Poletti, il Museo Civico e il Museo del Risorgimento.
Nell'ampio. cortile, ornato di aiuole sempreverdi è collocata sin dal 1882 una statua di marmo dello scultore Pelleccia carrarese, eseguita per ordine del Duca Francesco IV, a ricordo di Borso d'Este primo duca di Ferrara e Modena. Nelle logge del cortile fu collocato, pel 1828, il Museo lapidario, sorto per impulso e per iniziativa dei concittadini mons. Celestino Cavedoni, Malmusi avv. Carlo, canonico Cesare Galvani. Comprende molte iscrizioni antiche, sarcofaghi e due monumenti del medio-evo (1212-1309).

Inoltre si nota la famosa "Croce della Pietra", già all'angolo del Portico del Collegio, nell'attuale Crocevia. Qui essa fu innalzata a ricordo di una sollevazione popolare contro le truppe dell'Imperatore Federico Barbarossa e vicino sorse anche una cappella che fu poi abbattuta nel 1444. La Croce venne tolta dalla via Emilia solo nel 1764 per ordine di Francesco III e fu collocata nel cimitero di S. Faustino. Fu questo l'inizio di un lungo peregrinare.
Ultimamente sostò nel cortile del Palazzo dei Marchesi Campori, i quali nel 1924 la donavano al Comune. Nel piedistallo si legge la seguente iscrizione dettata dai Marchesi Campori :

LA CROCE DELLA PIETRA
Posta a ricordo di nazionale vendetta
Contro l'oppressione straniera
E durata per sette secoli testimone
Di glorie e di sventure patrie
Dopo iterati tramutamenti
Quì fu accolta ed eretta
L'Anno MDCCCLXIX

Adiacente al Palazzo dei Musei, la Chiesa di S. Agostino fu fabbricata nel 1662 dalla Duchessa Laura, in occasione dei funebri celebrati in essa pel Duca Alfonso IV, suo marito, il che conferma una
iscrizione su lapide marmorea posta all'interno della porta maggiore. Per questo venne anche chiamata "Pantheon Atestinum". A destra della Piazza il maestoso fabbricato dell'Ospedale Civile, eretto nel 1753 dal duca Francesco III su disegno dell'architetto Torregiani Alfonso di Budrio e sull'area dell'antica chiesa di S. Gerolamo e di diverse case annesse alla medesima.
Fu terminato nel 1761. Sulla porta principale dell'Ospedale è posta una lapide con la seguente scritta:

D.O.M.
Nosocomium
Auspicante
FRANCISCO III. MUTINAE. EC. EC. DUCE
Atestina. Munificentia.
Ac. aere. publico. a. fundamentis
Excitatum
Anno. christi. MDCCLII.

E sulla seconda porta si legge:

D.O.M.
Nosocomium
FRANCISCUS III. MUTINAE EC. EC. DUCE
Constanti. Munificentia
Ac. publica. perenni. pietate
A. fundamentis
In. ampliorem. formam.
Redactum
Anno. Repar. Salutis. MDCCLXI

In questa Piazza, presso l'entrata del Palazzo dei Musei, era eretta la bellissima statua equestre di Francesco III, opera dell'Abate Giovanni Cybeo di Carrara. Fu inaugurata il 24 aprile 1774, in segno di gratitudine per le grandiose opere pubbliche e per le munificenze di questo Duca. Venne poi distrutta da un fanatico, tal Giambattista Fornieri, libraio, durante la instaurazione del governo della Repubblica Cispadana nell'Ottobre 1796. 
E' visibile al Museo Civico una stampa dell'epoca del monumento, e una parte di esso, un piede della statua.